È il primo database pubblico e completamente trasparente su riserve, produzione ed emissioni delle fonti fossili e servirà a monitorare le decisioni dei governi per combattere la crisi del clima

Carbon Tracker Initiative e Global Energy Monitor, due centri studi sull’ambiente, hanno lanciato il primo registro globale dei combustibili fossili. Si tratta del primo database pubblico e completamente trasparente su riserve, produzione ed emissioni di petrolio e gas, con dati relativi a più di 50mila giacimenti in 89 paesi, pari al 75% della produzione globale. Di questo totale, il 70% appartiene a Stati Uniti, Russia, Cina, Arabia Saudita, Venezuela, Australia, India e Iran, con riserve che sfiorano i 2.500 miliardi di tonnellate. Washington e Mosca ne detengono in assoluto la maggioranza, con circa 500 miliardi di tonnellate a testa.

Per questo il Registro globale dei combustibili fossili può rivelarsi uno strumento fondamentale per monitorare e tenere sotto controllo questi numeri, assolutamente incompatibili con gli impegni internazionali sul clima, come quelli ribaditi durante la Cop26 di Glasgow. Utilizzando dati completamente open-source, combinati con un nuovo modello di conversione delle emissioni, il registro è in grado di riportare precisamente l’entità delle emissioni di CO2 associate alle riserve e alla produzione nazionale di combustibili fossili, al fine di misurare l’impatto della produzione sul bilancio globale delle emissioni di carbonio e individuare la responsabilità dei singoli paesi.

Il database è stato sviluppato da Carbon Tracker Initiative, un think tank londinese no-profit specializzato nella ricerca sull’impatto del cambiamento climatico sui mercati finanziari, sulla base dei dati forniti da Global Energy Monitor, un’organizzazione non governativa di San Francisco che cataloga i progetti relativi ai combustibili fossili e alle energie rinnovabili in tutto il mondo. Il Registro ha ricevuto il sostegno finanziario iniziale da Francia, Svezia, Lussemburgo e Nauru durante la Cop26 di Glasgow.

Ma anche altri paesi si stanno facendo avanti, consapevoli di come il registro globale possa aiutare i governi ad allineare la loro produzione di combustibili fossili agli obiettivi previsto dagli Accordi di Parigi. Il registro globale consentirà inoltre agli investitori, alla società civile e alla cittadinanza di valutare le decisioni dei governi.

Fonte: Wired

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